Renault Twingo E-Tech destinata a segnare una svolta epocale nel “nuovo mondo” della mobilità elettrica

Sébastien Guigues (Renault): «La vera sfida è rinnovare il parco auto, non imporre un'unica tecnologia»

Sébastien Guigues (Renault): «La vera sfida è rinnovare il parco auto, non imporre un'unica tecnologia»

Renault celebra i dieci anni del VIVA! Festival: a Locorotondo con la nuova Twingo E-Tech Electric
Torna finalmente la Renault Twingo. Attesa da tempo, è un’auto destinata a segnare una svolta epocale nel “nuovo mondo” della mobilità elettrica. E’ infatti l’interpretazione moderna, a emissioni zero, del modello originario, quello del 1992 che segnò la trasformazione delle citycar, proponendosi con una carrozzeria monovolume mai vista prima su auto di piccole dimensioni: una scelta coraggiosa che solo la Renault – casa madre della rivoluzionaria Espace del 1984 – avrebbe potuto fare.
Compatta ma spaziosa, di aspetto originale, allegro, anticonformista, decisamente fuori dal coro, la Twingo del secolo scorso conquistò il mondo (oltre 4 milioni di unità vendute) finché non venne deciso di ritirarla dal mercato. Un mercato, quello europeo del cosiddetto segmento A, che rappresenta oggi una quota inferiore al 5%, ma ritenuto in grado di rilanciarsi con l’incremento (lento ma progressivo) della motorizzazione elettrica. E’ infatti una realtà anche la tendenza a contenere i prezzi (per la nuova Twingo si oscilla tra 19.500 e 21.100 euro) mentre contribuisco alla spinta anche gli incentivi statali.

Dopo gli anni non proprio esaltanti della Twingo di seconda generazione, quella costruita tra il 2006 e il 2014 sul pianale accorciato della Clio con convenzionale carrozzeria a due volumi, e dopo l’esperienza non esaltante del “gemellaggio” con Daimler per realizzare una Twingo di terza generazione su base Smart (con motore e trazione posteriore), arriva oggi una Twingo tutta nuova. Battezzata E-Tech Electric, è stata progettata con un obiettivo ben chiaro: rilanciare in chiave moderna, con contenuti innovativi, il modello originario, quello che s’impose nel mondo con una personalità unica.
Operazione riuscita? Lo dirà il mercato. Ma le premesse ci sono tutte. Sapete perché? Perché a quell’immagine simpatica, sfrontata e anticonformista riproposta in chiave moderna dagli stilisti della Renault, sono state sommate almeno tre qualità determinanti: le 5 porte, la motorizzazione elettrica e il prezzo competitivo (attorno ai 20.000 euro, senza contare gli incentivi). Apprezzabile anche la trazione spostata all’anteriore. Rappresenta invece un limite l’omologazione per 4 posti e non 5, e non è condivisibile la scelta di utilizzare ancora una volta le aperture a compasso per i finestrini posteriori: una soluzione inadeguata soprattutto per le auto elettriche, nelle quali non è consigliabile un ricorso frequente all’aria condizionata. In compenso si fanno apprezzare i due sedili posteriori scorrevoli e indipendenti di serie su tutte le versioni, lo schienale ribaltabile del sedile del passeggero anteriore e il vano bagagli da 360 litri di volume, in grado di soddisfare tutte le esigenze e di offrire una versatilità inedita per il segmento.

Per contenere i costi e i tempi (meno di due anni) il progetto della nuova Twingo è stato sviluppato in Cina, nel Centro di ricerca e sviluppo di Shanghai, ma la produzione avviene nello stabilimento Renault di Novo Mesto, in Slovenia. Da qui viene lanciata da Renault la sfida al mercato ridefinendo gli standard del segmento A, con un veicolo urbano elettrico, moderno, anticonformista, lungo 3,79 metri, largo 1,72, con passo di 2,49 metri, sviluppato sulla medesima piattaforma della R4 e della R5, la RGEV dalla quale però si distingue per la scelta di utilizzare più semplici sospensioni a ponte torcente e non indipendenti. Condivisa, invece, la trazione anteriore.
Lo stile, come detto, ripropone in chiave moderna gli stilemi del modello di prima generazione, distinguendosi per la capacità di far rivivere lo “spirito Twingo” attraverso dettagli come il “faccino allegro”, le forme arrotondate, i fari che sembrano occhioni espressivi. Ma al di là dell’immagine, risultano decisivi motorizzazione e tecnologie all’avanguardia. Sotto al cofano anteriore della nuova citycar francese opera un motore elettrico da 60 kW (80 cv/175 Nm) prodotto da Shanghai e Drive e alimentato da una batteria chimica LFP (fornita da CATL) da 27,5 kWh, meno sofisticata di altre, ma più economica e in grado di assicurare un’autonomia fino a 263 km. Non è tanto, ma in Renault si ritiene che le piccole auto da città percorrano in media non più di 35 chilometri al giorno, e dunque si possono ritenere sufficienti autonomie così limitate.
Quanto alle prestazioni, la Casa dichiara una velocità massima di 130 km/h, con passaggio da 0 a 100 km/h in 12,1 secondi. Per la ricarica con corrente alternata a 6,6 kW servono oltre 4 ore per un “pieno”; se si vuole fare in fretta è necessario munirsi del caricatore opzionale, che va montato in fabbrica: fa parte del pack Advanced Charge da 490 euro e porta la potenza a 11 kW, consentendo una rigenerazione completa in 2 ore e 35 minuti. La ricarica in corrente continua dalle colonnine più rapide, fino a 50 kW, consente di passare dal 10 all’80% in 30 minuti. Possibile avvalersi anche della funzione V2L (vehicle-to-load) per collegare un apparecchio da 220 V a 3.700 W sulla batteria dell’auto con un adattatore.
Una volta alla guida, spiccano agilità e capacità di muoversi nel traffico, anche grazie al peso contenuto in 1200 kg. Non manca l’e-pedal ormai tipico delle auto elettriche e utile ad affrontare senza fatica gli stop and go di certe interminabili code quotidiane. La plancia è dominata da due display disposti in orizzontale, uno da 7” per la strumentazione, l’altro da 10” per l’infotainment. Utile la regolazione del volante anche in profondità e ridotti all’essenziale i comandi fisici. Apprezzabile la disponibilità di sistemi di assistenza alla guida degni di segmenti superiori, così come il sistema multimediale OpenR Link con Google integrato. Notevole anche la disponibilità di portaoggetti sparsi nell’abitacolo, per un totale di 19 litri, e certi optional qualificanti come il bracciolo-portaoggetti rivestito in tessuto e con apertura laterale.




