Nuvolari: la supercar firmata Audi. È ibrida plug-in la vettura più potente e veloce nella storia del brand: 1001 cv e 350 km/h

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Per i giganti dell’auto made in Germania non è un periodo d’oro: mancano 2,6 milioni di immatricolazioni e tra dazi americani e offensiva cinese non si profilano schiarite in tempi brevi. Ne risentono la produzione, l’occupazione e il mercato. Ciò detto, i marchi storici dell’industria tedesca non possono consentirsi di rallentare sul fronte dell’innovazione. Semmai il contrario. E infatti non mancano esempi concreti di investimenti sul futuro della mobilità. Uno dei più sorprendenti arriva da Ingolstadt, casa dell’Audi, marchio di proprietà del colosso Volkswagen specializzato in auto di categoria premium, in genere le più evolute sul piano della tecnologia e dello stile. Non per niente al brand dei quattro anelli è stato affidato, dai vertici di Volkswagen Group, il compito di cimentarsi in Formula 1, ovvero nell’area più avanzata e più competitiva della ricerca applicata all’auto, con un piano che mira alla conquista del titolo mondiale entro il 2030.

E’ in questo scenario che si colloca l’arrivo, annunciato per il primo semestre del 2027, dell’Audi Nuvolari, una supercar ibrida plug-in che verrà prodotta in tiratura limitata di 499 esemplari. Che auto è? Basterebbe il nome per capirlo: Tazio Nuvolari è stato il più grande pilota di tutti tempi, un indomabile campione di coraggio, entrato nel mito per le sue imprese al volante di auto della Scuderia Ferrari, ma anche della tedesca Auto Union (l’antesignana dell’Audi), con la quale vinse anche il Gran Premio d’Italia nel 1938. Battezzare Nuvolari un’auto vuol dire dunque far capire che sarà un’auto ad altissime prestazioni, in grado di stupire con qualità fuori dell’ordinario.

Lo ha detto chiaramente, in sede di presentazione, l’amministratore delegato della casa di Ingolstadt, Gernot Döllner, definendo la Nuvolari “la dimostrazione di cosa sia possibile realizzare quando l’attenzione è totalmente focalizzata su tecnica, prestazioni ed esecuzione mediante un sapiente lavoro di squadra”. Un lavoro – vale la pena ricordarlo – strettamente legato a ciò che l’Audi sta facendo in Formula 1. “Le corse – ha detto infatti il manager tedesco - sono terreno ideale per testare tecnologie avanzate. E sulla Nuvolari ibrida c’è la stessa idea di gestione dell’energia che troviamo in Formula 1, per non dire del sistema frenante ispirato proprio a quello delle monoposto guidate da Hulkenberg e Bortoleto”.
Progettata con il contributo decisivo di Massimo Frascella, l’ingegnere italiano che dirige il reparto Design di Audi e supervisiona lo sviluppo di tutti i veicoli della casa dei quattro anelli, l’auto nasce su un telaio in fibra di carbonio (più precisamente in CFRP, un composito di carbonio misto a poliuretano termoplastico) e adotta una carrozzeria in alluminio studiata per esaltare l’aerodinamica e per sfruttare al meglio la meccanica e la motorizzazione destinate a mettere in strada (forse meglio dire in pista) l’Audi di serie più potente e veloce di sempre.

Il motore termico, sistemato in posizione centrale, è il noto V8 di 4.000 cc biturbo che equipaggia la Lamborghini Temerario, un “mostro” capace di girare a 10.000 giri, regime solitamente appannaggio delle vetture da competizione. La batteria agli ioni di litio ha una capacità nominale di 7,3 kWh e la potenza complessiva arriva a 1001 cv/730 Nm. Come? Grazie anche all’integrazione di tre motori elettrici a flusso assiale, ciascuno dei quali accreditato di 150 cv. Due di questi motori a emissioni zero sono attivi all’avantreno (uno per ruota) e rappresentano parte integrante del sistema di trazione integrale garantendo anche la distribuzione adattiva e predittiva della coppia; un terzo motore elettrico, posizionato tra i V8 e la trasmissione, completa il powertrain contribuendo ad assicurare lo scatto da 0 a 100 in 2,6 secondi e il passaggio da 0 a 200 in 6,8. Exploit, questi ultimi, resi possibili grazie anche alla funzione launch-control di derivazione F1, che dà la spinta iniziale a quest’auto accreditata di una velocità massima di 350 km/h. Prestazioni eccezionali, dunque, favorite – vale la pena ricordarlo – anche dall’aerodinamica attiva, sviluppata con il contributo dei piloti e dei tecnici della squadra Audi di Formula 1. Un contributo che ha giovato anche allo sviluppo del sistema frenante e alla messa a punto definitiva del sistema di trazione integrale con ripartizione predittiva longitudinale e trasversale della coppia. In proposito, il direttore tecnico di AUDI AG, Rouven Mohr (proveniente da Lamborghini), ha tenuto a dire che “la Formula 1 è un fattore chiave per portare su strada le innovazioni in modo rapido e preciso”.

Anche gli interni dell’Audi Nuvolari sono votati alla sportività estrema, ovvero all’essenzialità, all’impiego della fibra di carbonio di varie componenti, sedili compresi, e alla cura artigianale dei dettagli, come la cornice in alluminio in alluminio anodizzato del display centrale e i sedili in fibra di carbonio. Tutto ciò con l’obiettivo di esaltare l’esperienza di guida. Il concept dei comandi, essenziale, è dunque orientato alla gestione delle funzioni fondamentali e gli elementi chiave dell’interfaccia uomo-macchina, tutti nel campo visivo del conducente, danno la priorità alle informazioni più rilevanti. “I display digitali e i comandi fisici – assicura la casa - consentono un’interazione naturale, mentre gli accenti di colore rappresentano un omaggio alla leggendaria auto da corsa Auto Union Tipo C degli Anni 30”. Quella dell’epoca di Tazio Nuvolari.




