Leapmotor, il fenomeno del momento: vola l'orgoglio della galassia Stellantis
È il fenomeno attuale dell’automotive. Sicuramente in Italia. In piena fase di transizione energetica, che ha scosso il settore con cambiamenti rilevanti, c’è una sfumatura che non passa inosservata nel panorama del nostro paese. Un giovane brand, si può dire una newco, è entrato sul mercato tricolore stabilendo più di qualche primato epocale. Probabilmente non era mai successo nella lunga storia dell’auto che un protagonista all’esordio ottenesse, in maniera discreta e “senza urlare”, risultati tanto eclatanti dal punto di vista commerciale.
Leapmotor, così si chiama l’intraprendente debuttante, al primo anno “pieno” di presenza sul palcoscenico è riuscita ad ottenere una quota di mercato quasi incredibile. Il 2026 è in corso e le performance non sono ancora scritte nella pietra. Ma un quadrimestre è ormai alle spalle e, da gennaio ad aprile, il marchio orientale ha immatricolato nel Belpaese più di 15 mila vetture per una quota che si aggira intorno a due punti e mezzo in percentuale. Con pochi rischi di essere smentiti, si può affermare che mai nessun altro era riuscito in precedenza ha timbrare un’impresa del genere.
Nel 2025, infatti, in questi tempi di primavera inoltrata, Leapmotor stava scaldando i motori ed aveva consegnato nel quadrimestre un numero di veicoli appena a tre cifre, cioè non era arrivato a mille. Un’impennata funambolica. Contemporaneamente, il nuovo fiore all’occhiello della galassia Stellantis si è appuntato con orgoglio sul taschino un ulteriore riconoscimento che in questi frangenti vale molto: sta dominando in scioltezza lo strategico comparto dell’auto elettrica, quello che, prima o poi, caratterizzerà tutta la nuova mobilità, quella ecologica.
«Il nostro è un brand giovanissimo, è nato da qualche anno ed ha sorpreso anche noi per i risultati - spiega Federico Scopelliti, Country Manager di Leapmotor Italia - nella prima parte dello scorso anno abbiamo costruito una capillare rete di vendita formata da 126 concessionari potendo contare sulla presenza di Stellantis. A luglio la nostra piccola T03 era già diventata l’elettrica più venduta. Poi la crescita ha accelerato con gli incentivi: abbiamo raccolto più di 25 mila contratti con i bonus e siamo diventati la casa leader nel mercato delle zero emission in anticipo sulle nostre previsioni. Ora siamo convinti di poter conservare questa posizione».
Il manager guarda avanti ed anticipa un futuro molto promettente: «Adesso parte un’altra sfida, quella dell’ibrido e l’affronteremo in modo originale, tipico di Leapmotor, con una tecnologia innovativa. Il nostro approccio alle vetture a doppia alimentazione è REEV, cioè può contare sul “range extender”, una soluzione vincente che offre il meglio dei tre mondi. Una REEV è full-hybrid, plug-in e si guida come un’elettrica perché a spingere la vettura è sempre il propulsore a batterie, il termico si occupa solo di ricaricare l’accumulatore». Non cambia, invece, la maniera di relazionarsi con i clienti, la stessa che ha caratterizzato l’esordio bruciante.
«La nostra promessa è la solita: offrire un prodotto ad alto contenuto tecnologico ma ad un prezzo molto accessibile. Questa è stata la chiave di volta: a lungo uno dei problemi dell’elettrico è stato il costo superiore. Noi, già oggi, siamo in grado di proporre veicoli zero emission ad un prezzo inferiore a quello degli ibridi o, addirittura, dei termici della concorrenza. Guardate il listino delle nostre B10 e C10 disponibili sia full electric che REEV. Quando il prezzo è vantaggioso il cliente prende in considerazione anche le nuove tecnologie, noi abbiamo ottenuto buona parte del successo proprio al Sud.
L’obiettivo ora è allargare la gamma: è in arrivo uno hatchback di segmento C e un Suv più compatto di 4,2 metri. I nostri prodotti sono sempre molto completi, spesso si può scegliere solo il colore. Buona parte di loro viene realizzata in fabbrica limitando l’utilizzo di fornitori in modo da ridurre i costi e tenere sotto controllo tutto il ciclo, anche per effettuare aggiornamenti. Le nostre vetture sono collegate “over-the-air”: lasci l’auto la sera e la mattina la ritrovi migliorata».
Scopelliti parla delle flotta aziendali: «La T03 ha riscosso consensi fra i privati, ma con l’arrivo della gamma REEV diventa molto importante il canale B2B. La tecnologia range extender è categorizzata plug-in, quindi ha una deducibilità al 20%, un grande vantaggio che vogliamo sfruttare. A livello di emissioni di CO2 siamo al di sotto di 60 g/km, la guidabilità, la fluidità ed il comfort sono al 100% quelli di un’elettrica. La nostra politica dei prezzi è flat, restano stabili nel tempo; la T03 costa come al lancio, un anno e mezzo fa, 15.900 euro.
Questo è molto importante per valore residuo elemento cardine per le flotte aziendali. Siamo molto chiari e trasparenti. Sorprendente come si sta comportando la B10 nella classica delle elettriche: è nella top ten e primo fra i Suv del segmento C. Segue le orme della T03...». Il manager conclude parlando delle flotte: «Il canale B2B è strategico per Leapmotor, soprattutto ora che abbiamo l’offerta REEV che parla proprio a quel mondo. Noi siamo parte di Stellantis, quindi abbiamo tutto il loro appoggio. All’interno del team Stellantis B2B c’è un esperto dedicato a Leapmotor che accompagna i nostri uomini presso le aziende.
Riteniamo che sia fondamentale, oltre a far conoscere il brand, far provare le vetture, il modo migliore per far apprezzare la nostra tecnologia e la qualità dei veicoli. Per le aziende è anche decisivo poter contare su una rete di assistenza come quella di Stellantis, professionale e presente sul tutto il territorio. Comunque, avere un Suv di classe media a 25 mila euro, con la deducibilità giusta ed una tecnologia sorprendente, crediamo sia un’ottima arma».

