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MILLERUOTE
di Giorgio Ursicino
Il pilota della Mercedes Andrea Kimi Antonelli

Antonelli piega Russell e “gioca” con i grandi: a Las Vegas per vincere. Ferrari, il Presidente bacchetta i piloti

di Giorgio Ursicino

L’Italia dei motori torna dal Brasile con il cuore diviso. Da una parte c’è l’euforia per l’autoritaria gara firmata dal giovanissimo Antonelli che ha guidato fra i grandi come se niente fosse. Dall’altra, pesa la delusione di una Ferrari esclusa dai giochi ancora prima di iniziare le ostilità che ha portato un doppio zero in pagella pesantissimo nella classifica Costruttori. Non è tanto il risultato a rendere felici benché sia il migliore della freschissima carriera di Kimi. Il ragazzo era salito sul podio già in Canada nel bel mezzo di un filotto negativo che è andato da Imola a maggio fino al Belgio alla fine di luglio quando Andrea non è mai arrivato a punti se si esclude Montreal.

Quella volta, però, la Mercedes era in gran forma, tanto che la corsa la vinse il compagno Russell poi autore del bis a Singapore. Ad Interlagos è stata tutta un’altra storia. Il bolognese ha messo in riga il più esperto George, sia il sabato nella Sprint che la domenica nel gran premio, in qualifica e sulla distanza. Nella “garetta” il britannico era proprio dietro all’italiano, ma è dovuto rimanere sempre a distanza non accennando neanche un attacco. Ancora più intrigante è stato il comportamento del rampollo tricolore nel GP vero caratterizzato da safety car, virtual safety car e almeno due soste ai box con differenti strategie visto che gli ingegneri del muretto avevano fatto partire i driver con pneumatici di mescola diversa.

Ma non è cambiato nulla, Kimi è stato sempre davanti a George e nel finale fra i due si è infilato anche Sua Maestà Verstappen in rimonta leggendaria. Il baby è stato duro con gli “amici”, ma altrettanto con i “nemici” che poi sono stati i tre che lottano per il Mondiale. Lando, Oscar e pure super Max hanno assaggiato quanto è tosto Antonelli. Andiamo per ordine. Piastri il sabato per andare dietro a Kimi si è girato come un pollo schiantandosi sul guardrail. Domenica al canguro è andata peggio: ha provato ad infilare il pilota della Mercedes alla ripartenza dopo la bandiera rossa, ma Andrea lo ha chiuso facendogli appioppare pure 10 secondi di penalizzazione.

Lando, che attraversa uno stato di grazia ed ha corso sempre in aria pulita, dopo quasi due ore di battaglia ha commentato i miseri 10 secondi dati ad Antonelli: «Non è andata come in Messico, sinceramente pensavo che fosse più lontano...». Anche Verstappen si è trovato davanti un muro, ma non ha forzato l’attacco come avesse un rispetto reverenziale per un collega in cui si rivede e che non perde occasione di elogiarlo. La prossima gara è a Las Vegas dove la Mercedes lo scorso anno volava e Kimi ci ha preso gusto: «George ha sofferto?

Può darsi, ma si dovrà abituare: anch’io sono stato spesso dietro di lui. In Nevada spero che la monoposto vada bene, se capiterà l’occasione non mi farò pregare per fare ancora meglio...». La vittoria che ancora gli manca, centrata al primo anno, sarebbe una tesi di laurea. Per la Ferrari ieri ha parlato il Presidente Elkann che ha alzato i toni sull’atmosfera in squadra: «I nostri ragazzi al volante farebbero bene a parlare meno ed a concentrarsi di più sulla guida. Niente drammi, le lamentele non servono: abbiamo ancora la possibilità di arrivare secondi nel Mondiale Costruttori». Un aiuto anche a Fred Vasseur che deve gestire due piloti delusi.

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martedì 11 novembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 10:39 | © RIPRODUZIONE RISERVATA