Osca, torna il rombo italiano. Il gruppo DR rilancia il brand fondato dai fratelli Maserati: primo modello la “sportover” MT6
La storia riparte da Imola. Non poteva essere altrimenti quando si tratta di un marchio che ha fatto delle competizioni automobilistiche il proprio biglietto da visita, a maggior ragione se le sue radici affondano a Bologna. Dopo essere rimasta ferma ai box per quasi sessant’anni, la OSCA torna finalmente in “pista”. Un nome che i veri appassionati di auto conosceranno senz’altro, visto che a darne i natali furono i fratelli Ernesto, Ettore e Bindo Maserati che, dopo l’uscita dall’azienda che portava il loro cognome, decisero di rimettere in piedi un’officina all’ombra delle due torri.

L’avventura ebbe inizio nel 1947 con la MT4, una barchetta da competizione che fece subito incetta di vittorie. Lo sviluppo della vettura proseguì e, di pari passo, anche il suo palmares crebbe fino a conquistare il trionfo nella 12 Ore di Sebring nel 1954 con la coppia Stirling Moss e Bill Lloyd. Oltre a realizzare vetture sportive, OSCA tentò anche l’assalto alla Formula 1 prendendo parte ad alcuni Gran Premi ma con alterne fortune.
La storia di Officine Specializzate Costruzioni Automobili, questo il suo acronimo, si concluse poi nel 1967. Ed eccoci arrivare al presente quando Massimo Di Risio, vulcanico imprenditore molisano già fondatore del Gruppo DR Automobiles, ha deciso di ridar nuova vita a marchi automobilistici del nostro Paese. È nato così il progetto industriale Historic Italian Brand che ha riportato alla luce sia il brand Itala che OSCA. Proprio quest’ultimo prevede un rilancio fatto di tre modelli con capofila il Suv coupé MT6. Chi conosce la storia e il blasone del marcio bolognese potrebbe storcere il naso, ma la scelta è dovuta a seguito di un’attenta analisi di mercato.

Attualmente in Europa sono le vetture a ruote alte a dettare il passo in termini di vendite e, di conseguenza, dopo anni di silenzio c’è voglia di scendere in campo nel segmento più competitivo. D’altra parte le sfide sono pur sempre nel DNA del marchio e l’indole sportiva del Suv ne è una dimostrazione. Il design della MT6 è stato curato dal centro stile di Fabbrica Italia in collaborazione con Italdesign. Lo Sportover, così è stato definito da OSCA, presenta una linea aggressiva e pronta ad aggredire l’asfalto. Lungo 4,51 metri, largo 1,87 e alto 1,56 metri, il Suv ha forme muscolose e scolpite da nervature che ne rafforzano l’aspetto sportivo. Protagonista del frontale è la grande calandra ottagonale in carbonio affiancata dalla sottile firma luminosa Full LED. Il tratto distintivo della MT6 risalta nella vista laterale, con la linea di cintura alta che sale verso il posteriore andandosi a incrociare con le linee fortemente spioventi del tetto. La coda mostra tanto carattere con i quattro terminali di scarico, firmati Tubi Style, incorniciati dall’estrattore in fibra di carbonio. Non mancano i cerchi in lega da 21” della Mak che calzano pneumatici Pirelli P Zero.

Sportività che si ritrova a bordo con i sedili Recaro rivestiti in pelle e Alcantara, materiali che trovano spazio anche su volante, plancia e pannelli porta. Non da meno la parte tecnologica con due schermi da 10,25” dedicati rispettivamente alla strumentazione e all’infotainment. Sotto la carrozzeria dello Sportover troviamo la piattaforma fornita dal partner cinese Changan ma affinata da un lungo lavoro di sviluppo svolto in Italia sotto la supervisione dell’ingegnere Roberto Fedeli, ex Ferrari e Aston Martin. A spingere il Suv troviamo quindi il 4 cilindri turbo benzina 1.5 TGDI che, abbinato a un cambio automatico doppia frizione a 7 rapporti, promette di sviluppare 200 cv e una velocità massima di 190 km/h.
A portare a battesimo la MT6 è stato proprio Di Risio che, da esperto pilota GT, ha subito provato a mettere alla frusta la vettura sui saliscendi di Imola. Al suo fianco abbiamo potuto apprezzare le qualità telaistiche del Suv. Dotata di sospensioni a schema MacPherson, sia all’anteriore che al posteriore, oltre ad ammortizzatori specifici, la OSCA è parsa subito reattiva nei cambi di direzione e nell’affrontare i cordoli del tracciato romagnolo. Non da meno l’impianto frenante, che ha permesso di effettuare staccate al limite, e lo sterzo preciso e ben calibrato.

Se arriverà nei concessionari il prossimo settembre, con un prezzo di 49.000 euro, il debutto in società della MT6 è avvenuto nella recente 1000 Miglia, come auto di supporto della storica MT4 Siluro. A suo fianco si è vista, anche se in versione camuffata, la MT8: un crossover coupé di 4,8 metri di lunghezza che debutterà nei prossimi mesi. Ma le novità non sono finite. Infatti nel 2027, in occasione degli 80 anni dalla fondazione di OSCA, verrà svelata la vera sportiva del marchio. Sebbene i dettagli siano ancora pochi, si è parlato di una vettura che sarà realizzata su un telaio di un marchio europeo specializzato in auto sportive ed equipaggiato da un propulsore V6 sovralimentato. Lo stile, così come la sua indole, richiamerà le OSCA di un tempo leggere e veloci.




